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	<title>Commenti a: La solitudine dell&#8217;imprenditore</title>
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	<description>Il blog di Roland DG Mid Europe</description>
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		<title>Di: Complementi d'arredo-Spalliera letto - Forum Artigiano Tecnologico</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-325</link>
		<dc:creator>Complementi d'arredo-Spalliera letto - Forum Artigiano Tecnologico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 17:33:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] (i vecchi modelli di mktg) quello dicono di fare e gli esempi sono palesi a tutti.  Riprendendo le riflessioni di Mario sul blog, mi domando come posso, nello specifico, considerare un bisogno la spalliera personalizzata. Il [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] (i vecchi modelli di mktg) quello dicono di fare e gli esempi sono palesi a tutti.  Riprendendo le riflessioni di Mario sul blog, mi domando come posso, nello specifico, considerare un bisogno la spalliera personalizzata. Il [...]</p>
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		<title>Di: Max Petrignani</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-294</link>
		<dc:creator>Max Petrignani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:36:31 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Dottor Picchio, non deve assolutamente ringraziarmi. Io sono in debito di molte cose verso di lei. Attraverso i suoi seminari, parlando direttamente con lei in prima persona, conoscendo personalmente la gente che forma il suo staff professionale, sono venuto a conoscenza di altri orizzonti imprenditoriali, che mi hanno dato nuove prospettive nella vita aziendale, quanto in quella privata.
All&#039;interno del forum Roland io mi sento come in una sala d&#039;aspetto di un medico; principalmente ci si incontra e ci si scambia esperienze legate da qualcosa che non funziona come dovrebbe.
Ecco, con il mio post di sfogo &quot;A bocca Aperta&quot; non ho voluto fare altro che condividere dei pensieri che sicuramente balenano in testa a tutti quelli che esercitano una professione simile alla mia, ma che a volte vengono soffocati, proprio per esorcizzare quel qualcosa che non sta funzionando.
Per delle piccole realtà come la mia, dove l&#039;imprenditore è anche lavoratore, non sempre è facile amministrare tutto a dovere, soprattutto quando i margini economici si trasformano così repentinamente da non essere previsti (?!) o addirittura sfuggire di mano ad entità come la comunità europea o a nazioni come la tanto decantata America.
Però siamo tutti quanti accomunati da una cosa: la fallibilità umana.
Siamo umani, perciò fallibili. Ognuno di noi è un universo a se stante e ragiona in base al proprio livello di intelletto. Attraverso l&#039;amministrazione delle società si possono realizzare idee comuni, obiettivi comuni, soddisfare bisogni di intere popolazioni. Ma non saremo mai in grado di trovare il &quot;meglio&quot; per la società stessa. L&#039;uomo nasce prevalentemente &quot;egoista&quot;. Questo è dettato dallo spirito di sopravvivenza insito nella nostra natura. Ed è quello che ci porta a non avere comuni ideali per costruire assieme qualcosa che sia di giovamento per tutti gli uomini del pianeta.
Non voglio allontanarmi troppo dal contesto, ma queste riflessioni mi servono per giustificare la situazione attuale, dove tutto è incentrato nel denaro, lo stesso che ha ormai subissato il valore della vita.
Ed è per questo che, dalla crisi delle grandi multinazionali, si arriva al povero artigiano che si vede disprezzata anche la più piccola particella di passione che mette ogni giorno nel suo lavoro e che, prevalentemente, serve a sostentare lui e la propria famiglia. In fin dei conti, personalmente, lavoro anche per una soddisfazione personale e per far vedere che sono anche io capace di fare qualche cosa.
Ora, mi resta proprio difficile incentrare i miei obiettivi sul trovare e creare dei bisogni per i miei clienti, in un momento dove non si conoscono più né gli obiettivi comuni né i bisogni personali.
Ma sono sicuro solamente di una cosa: terrò ancora più alti gli obiettivi professionali ed allora sopravviverò, sia nel mio lavoro che nel mio orgoglio, proprio perchè le mie esperienze e, soprattutto, il vivere intensamente le persone della mia famiglia, mi hanno insegnato questo.
Mal che vada, un bel campo di pomodori ed un pò di galline ce l&#039;ho...
La ringrazio ancora, augurandole una buona giornata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Dottor Picchio, non deve assolutamente ringraziarmi. Io sono in debito di molte cose verso di lei. Attraverso i suoi seminari, parlando direttamente con lei in prima persona, conoscendo personalmente la gente che forma il suo staff professionale, sono venuto a conoscenza di altri orizzonti imprenditoriali, che mi hanno dato nuove prospettive nella vita aziendale, quanto in quella privata.<br />
All&#8217;interno del forum Roland io mi sento come in una sala d&#8217;aspetto di un medico; principalmente ci si incontra e ci si scambia esperienze legate da qualcosa che non funziona come dovrebbe.<br />
Ecco, con il mio post di sfogo &#8220;A bocca Aperta&#8221; non ho voluto fare altro che condividere dei pensieri che sicuramente balenano in testa a tutti quelli che esercitano una professione simile alla mia, ma che a volte vengono soffocati, proprio per esorcizzare quel qualcosa che non sta funzionando.<br />
Per delle piccole realtà come la mia, dove l&#8217;imprenditore è anche lavoratore, non sempre è facile amministrare tutto a dovere, soprattutto quando i margini economici si trasformano così repentinamente da non essere previsti (?!) o addirittura sfuggire di mano ad entità come la comunità europea o a nazioni come la tanto decantata America.<br />
Però siamo tutti quanti accomunati da una cosa: la fallibilità umana.<br />
Siamo umani, perciò fallibili. Ognuno di noi è un universo a se stante e ragiona in base al proprio livello di intelletto. Attraverso l&#8217;amministrazione delle società si possono realizzare idee comuni, obiettivi comuni, soddisfare bisogni di intere popolazioni. Ma non saremo mai in grado di trovare il &#8220;meglio&#8221; per la società stessa. L&#8217;uomo nasce prevalentemente &#8220;egoista&#8221;. Questo è dettato dallo spirito di sopravvivenza insito nella nostra natura. Ed è quello che ci porta a non avere comuni ideali per costruire assieme qualcosa che sia di giovamento per tutti gli uomini del pianeta.<br />
Non voglio allontanarmi troppo dal contesto, ma queste riflessioni mi servono per giustificare la situazione attuale, dove tutto è incentrato nel denaro, lo stesso che ha ormai subissato il valore della vita.<br />
Ed è per questo che, dalla crisi delle grandi multinazionali, si arriva al povero artigiano che si vede disprezzata anche la più piccola particella di passione che mette ogni giorno nel suo lavoro e che, prevalentemente, serve a sostentare lui e la propria famiglia. In fin dei conti, personalmente, lavoro anche per una soddisfazione personale e per far vedere che sono anche io capace di fare qualche cosa.<br />
Ora, mi resta proprio difficile incentrare i miei obiettivi sul trovare e creare dei bisogni per i miei clienti, in un momento dove non si conoscono più né gli obiettivi comuni né i bisogni personali.<br />
Ma sono sicuro solamente di una cosa: terrò ancora più alti gli obiettivi professionali ed allora sopravviverò, sia nel mio lavoro che nel mio orgoglio, proprio perchè le mie esperienze e, soprattutto, il vivere intensamente le persone della mia famiglia, mi hanno insegnato questo.<br />
Mal che vada, un bel campo di pomodori ed un pò di galline ce l&#8217;ho&#8230;<br />
La ringrazio ancora, augurandole una buona giornata.</p>
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		<title>Di: pietro camarda</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-293</link>
		<dc:creator>pietro camarda</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 13:44:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rolandblog.com/?p=945#comment-293</guid>
		<description>Caro Dottor Picchio mi ha fatto piacere ritrovare qui scritto il contenuto del suo intervento al corso del 27/28 aprile scorso durante il corso seguito al Creative Center di San Benedetto.Questo pechè ho fatto leggere anche a mio fratello le riflessioni e conclusioni da lei tirate e ciò è servito a convincerci nella strada da noi intrapresa proprio in questo momento così difficlie e particolare.
Grazie di tutto
Pietro Camarda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Dottor Picchio mi ha fatto piacere ritrovare qui scritto il contenuto del suo intervento al corso del 27/28 aprile scorso durante il corso seguito al Creative Center di San Benedetto.Questo pechè ho fatto leggere anche a mio fratello le riflessioni e conclusioni da lei tirate e ciò è servito a convincerci nella strada da noi intrapresa proprio in questo momento così difficlie e particolare.<br />
Grazie di tutto<br />
Pietro Camarda</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: cristiano</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-290</link>
		<dc:creator>cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 12:53:41 +0000</pubDate>
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		<description>salve a tutti... dico la mia cercando di essere ultra sintetico.
La nostra piccolissima azienda di famiglia è sul mercato da 20 anni e per 20 anni abbiamo cercato di fare ciò che qui sopra diceva il Sig. Picchio e cioè cercare di capire come aiutare il cliente e non per forza vendergli ciò che a noi conviene di piu, in termini di ricavo immediato..
Ad occhi poco lungimiranti potrebbe sembrare sbagliato vendere un telone (faccio per dire) da 25 euro piuttosto che un pannello da 80... ma se il cliente deve appenderlo a un gazebo... io insisto che prenda un telone, cio normalmente viene ripagato sul medio e lungo termine, e genera un triplo vantaggio:
1)fiducia del cliente
2)fidelizzazione quindi ritorno economico
3)non ultima per importanza, autostima e onestà intellettuale che aiutano a sentirsi meglio e a guardarsi allo specchio con maggior compiacenza.
un caro salutone a tutti 
Cristiano detto Lillo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve a tutti&#8230; dico la mia cercando di essere ultra sintetico.<br />
La nostra piccolissima azienda di famiglia è sul mercato da 20 anni e per 20 anni abbiamo cercato di fare ciò che qui sopra diceva il Sig. Picchio e cioè cercare di capire come aiutare il cliente e non per forza vendergli ciò che a noi conviene di piu, in termini di ricavo immediato..<br />
Ad occhi poco lungimiranti potrebbe sembrare sbagliato vendere un telone (faccio per dire) da 25 euro piuttosto che un pannello da 80&#8230; ma se il cliente deve appenderlo a un gazebo&#8230; io insisto che prenda un telone, cio normalmente viene ripagato sul medio e lungo termine, e genera un triplo vantaggio:<br />
1)fiducia del cliente<br />
2)fidelizzazione quindi ritorno economico<br />
3)non ultima per importanza, autostima e onestà intellettuale che aiutano a sentirsi meglio e a guardarsi allo specchio con maggior compiacenza.<br />
un caro salutone a tutti<br />
Cristiano detto Lillo</p>
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		<title>Di: Greenfax - Saponaro Tecla e Atos</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-288</link>
		<dc:creator>Greenfax - Saponaro Tecla e Atos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 19:39:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rolandblog.com/?p=945#comment-288</guid>
		<description>Egr. Presidente,
leggendo questa lunga riflessione ho potuto notare come sia diversa la visione e la percezione delle cose a seconda della zona in cui si vive e dell&#039;ambiente in cui si opera.
La macroeconomia da tempo ha basato il suo meccanismo sul &quot;desiderio&quot; quello che lei ha chiamato consumo. 
Questa situazione nella nostra microeconomia locale, di operatori a contatto con l&#039;utente finale privato, azienda o singolo individuo, si è riscontrata mutevole da tempo.
Sono ormai 3 anni che nelle nostra regione, (lo preciso perchè a 25 km di distanza la mentalità e la realtà è l&#039;opposto) è avvenuto il  passaggio dal consumo al bisogno.
Il problema è capire quali siano i bisogni di oggi.
é come cambiare il paniere istat, bisognerebbe farlo poichè quello che fino a pochi anni fa era consumo/lusso oggi è diventato normale standard quotidiano (dalla vacanza infrannuale, al weekend in montagna o al mare, alla multipropietà, all&#039;estetista ogni mese, il parrucchiere ogni settimana, la palestra per tutti, il wellness in genere). Oggi , a maggior ragione a causa della crisi - transizione , riscontriamo nella nostra Basilicata, una spiccata propensione ad una rivincita del superfluo sul necessario.
&quot;Perchè investire in azienda che tanto poi nessuno ci paga, allora consumiamo per il nostro benessere superfluo la nostra liquidità&quot; Questo è quello che spessissimo si sente dire.
Altro problema sono le aspettative che la generazione dai 30 ai 50 anni ha. Pretendono il posto fisso dove per tale è inteso anche un rapporto lavorativo con privati.
Ciò non ha alcuna ragion d&#039;essere. Se tutti avessimo posti fissi non avremmo alcuno sprono ad evolverci, e poi, i lavoratori autonomi o semi tali, sono da sempre e per definizione precari ma sono essi stessi la spina dorsale della nostra penisola.
Oggi giorno solo le sinergie possono aiutarci a crescere ma anche uno spiccato forse anche alquanto eccessivo senso di responsabilità.
Un piccolo frammento di vita microeconomica dell&#039;entrotera lucano che forse già da un po&#039; aveva tastato il polso di quello che ad oggi i grandi nicchiano ad ammettere.

Greenfax</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Presidente,<br />
leggendo questa lunga riflessione ho potuto notare come sia diversa la visione e la percezione delle cose a seconda della zona in cui si vive e dell&#8217;ambiente in cui si opera.<br />
La macroeconomia da tempo ha basato il suo meccanismo sul &#8220;desiderio&#8221; quello che lei ha chiamato consumo.<br />
Questa situazione nella nostra microeconomia locale, di operatori a contatto con l&#8217;utente finale privato, azienda o singolo individuo, si è riscontrata mutevole da tempo.<br />
Sono ormai 3 anni che nelle nostra regione, (lo preciso perchè a 25 km di distanza la mentalità e la realtà è l&#8217;opposto) è avvenuto il  passaggio dal consumo al bisogno.<br />
Il problema è capire quali siano i bisogni di oggi.<br />
é come cambiare il paniere istat, bisognerebbe farlo poichè quello che fino a pochi anni fa era consumo/lusso oggi è diventato normale standard quotidiano (dalla vacanza infrannuale, al weekend in montagna o al mare, alla multipropietà, all&#8217;estetista ogni mese, il parrucchiere ogni settimana, la palestra per tutti, il wellness in genere). Oggi , a maggior ragione a causa della crisi &#8211; transizione , riscontriamo nella nostra Basilicata, una spiccata propensione ad una rivincita del superfluo sul necessario.<br />
&#8220;Perchè investire in azienda che tanto poi nessuno ci paga, allora consumiamo per il nostro benessere superfluo la nostra liquidità&#8221; Questo è quello che spessissimo si sente dire.<br />
Altro problema sono le aspettative che la generazione dai 30 ai 50 anni ha. Pretendono il posto fisso dove per tale è inteso anche un rapporto lavorativo con privati.<br />
Ciò non ha alcuna ragion d&#8217;essere. Se tutti avessimo posti fissi non avremmo alcuno sprono ad evolverci, e poi, i lavoratori autonomi o semi tali, sono da sempre e per definizione precari ma sono essi stessi la spina dorsale della nostra penisola.<br />
Oggi giorno solo le sinergie possono aiutarci a crescere ma anche uno spiccato forse anche alquanto eccessivo senso di responsabilità.<br />
Un piccolo frammento di vita microeconomica dell&#8217;entrotera lucano che forse già da un po&#8217; aveva tastato il polso di quello che ad oggi i grandi nicchiano ad ammettere.</p>
<p>Greenfax</p>
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	<item>
		<title>Di: Pietro Riva</title>
		<link>http://www.rolandblog.com/21/05/2009/la-solitudine-dellimprenditore/comment-page-1/#comment-287</link>
		<dc:creator>Pietro Riva</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:43:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rolandblog.com/?p=945#comment-287</guid>
		<description>Caro Mario, colgo l&#039;occasione per salutarti e voglio complimentarmi con te riguardo alla bella riflessione che hai esposto, perche&#039; hai centrato perfettamente i problemi di cui siamo quotidianamente perseguitati in questo periodo di recessione. Concordo che dovremmo fare, piu&#039; di un passo indietro, e gestire la vendita in modo diverso e soggettivo a seconda dell&#039;esigenza effettiva del ns. cliente. IL SUCCESSO DEL NS.CLIENTE E&#039; IL NOSTRO.
Un Sincero Saluto
Pietro Riva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario, colgo l&#8217;occasione per salutarti e voglio complimentarmi con te riguardo alla bella riflessione che hai esposto, perche&#8217; hai centrato perfettamente i problemi di cui siamo quotidianamente perseguitati in questo periodo di recessione. Concordo che dovremmo fare, piu&#8217; di un passo indietro, e gestire la vendita in modo diverso e soggettivo a seconda dell&#8217;esigenza effettiva del ns. cliente. IL SUCCESSO DEL NS.CLIENTE E&#8217; IL NOSTRO.<br />
Un Sincero Saluto<br />
Pietro Riva.</p>
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